Emicrania e forame ovale pervio (PFO): può esserci correlazione?

Buongiorno dott. Di Donato,
sono Marta, ho 44 anni e da circa 11 anni (dopo l’ultimo parto) soffro di emicrania con crisi frequenti: mi vengono circa una volta al mese, sono di elevata intensità, mi provocano anche nausea, vomito, fastidio alla luce e ai rumori e possono durano anche tre giorni. Per fortuna grazie all’assunzione di Laroxil e di Maxalt ho avuto qualche miglioramento della frequenza delle crisi.

Il neurologo che mi segue mi ha consigliato di effettuare un ecodoppler transcranico che ha evidenziato la positività per patologia microembolica da presenza di shunt destro-sinistro, di grado severo già basale “con la sola iniezione di mezzo di contrasto senza Valsava, si registrano 147 macroaggregati a dx e 158 a sx con effetto a tendina e in parte a pioggia che a una ulteriore analisi spettrale/temporale vengono riconosciuti come segnali microembolici (MES)”.
Dopo l’ecodoppler ho eseguito l’ecocardiogramma colordoppler che ha confermato la presenza di Forame ovale pervio ”…setto interatriale, che appare ben rappresentato, con saltuaria deflessione sinistro-convessa di circa 8 mm, senza evidente shunt al color doppler. Dopo iniezione di soluzione salina agitata in vena antecubitale destra si osserva passaggio di microbolle in atrio sinistro già in condizioni basali.“
Su indicazione cardiologica ho eseguito RM encefalo e RM intracanica risultata normale e assumo la cardioaspirina.
Spero di essere riuscita a dare un quadro abbastanza preciso e le chiedo un parere sull’opportunità o meno, di procedere con l’operazione per la chiusura del forame. I medici che ho consultato non sono favorevoli a questo intervento, anche perché non sembra esserci la certa correlazione con l’emicrania.
Sono molto confusa spero che posso darmi un consiglio su come procedere in base alla sua esperienza.

La ringrazio per l’attenzione e per il tempo che mi dedicherà!
Marta



Una risposta a “Emicrania e forame ovale pervio (PFO): può esserci correlazione?”

  1. dott. Ferrucio Di Donato on

    Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buon giorno Marta,
    grazie per la fiducia che mi dimostra, consultandomi per risolvere un problema così delicato.
    Effettivamente, la correlazione fra un tipo di emicrania come quella che mi descrive e la presenza del FOP non è dimostrata e i risultati che si sono ottenuti procedendo alla chiusura sono stati deludenti. Per questo motivo la decisione se chiudere o meno la soluzione di continuità del suo setto inter atriale non dovrebbe essere presa pensando di risolvere il problema dell’emicrania, ma valutando con il cardiologo se l’intervento possa essere indicato per ridurre il rischio di eventi ischemici cerebrali. Ad oggi, valutando i referti delle RM cerebrali da Lei eseguite, si può escludere che eventi di questo tipo si siano manifestati in passato. Quindi, riguardo al quesito specifico, chiudere o meno il FOP, la palla passa al suo cardiologo di fiducia.
    Rimane il problema dell’emicrania che, come forse saprà, potrebbe essere trattata anche con l’ossigeno sia iperbarico che normobarico. Se volesse approfondire questo argomento potrà contattarmi al centro iperbarico di Bologna.

    A presto

    dott. Ferruccio Di Donato
    Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna

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