Spondilartrosi l’ossigenoterapia iperbarica è utile?

Gentilissimi, presento un quadro di diffusa spondilartrosi e l’ultima RX bacino riporta quanto segue:

Segni di coxartrosi bilaterale. addensanti ossei multipli si riconoscono a livello della teste femorali bilaterali soprattutto a sinistra, reperti di dubbia interpretazione, in prime ipotesipotrebbero essere riconducibili ad aree di osteonecrosi o di severa sclerosi della regioni acetabolare.  Modesta sclerosi a livello delle articolazioni sacro-iliache. Non altri reperti a livello del bacino. Si segnala collateralmente la presenza di severa fenomeni spondiloartrosici con multiple discopatie a livello degli ultimi spazi articolazioni.

Sarebbe indicata terapia in camera iperbarica?
Grazie per la cortese attenzione.

Cleme



Una risposta a “Spondilartrosi l’ossigenoterapia iperbarica è utile?”

  1. Alessandra Morelli on

    Risponde la dott.ssa Alessandra Morelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Chirurgia Generale Università di Bologna
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 15985

    Gentile Cleme,
    grazie a lei per la fiducia che ci dimostra siamo contenti di poterle essere d’aiuto.
    Il referto ci consente di capire come la condizione delle sue articolazioni vertebrali e del bacino possa avere un impatto invalidante sulla vita quotidiana.

    Il quadro diffuso di artrosi, sia delle vertebre che del bacino, ci fa capire che probabilmente lei abbia molto dolore e sia limitata nei movimenti degli arti inferiori e del dorso.

    Nella storia naturale dell’artrosi degli arti inferiori, può accadere che si sovrapponga uno stato di sofferenza dell’osso tale da portare alla necrosi (morte cellulare) di parte di esso.

    Se fosse confermato il sospetto radiologico di osteonecrosi a carico della testa del femore o dell’acetabolo (area dell’osso del bacino che si articola con quest’ultima) e se questa non fosse troppo avanzata, sarebbe di certo indicato tentare una terapia conservativa con l’ossigeno iperbarico.

    La terapia conservativa potrebbe riuscire a preservare l’articolazione dell’anca colpita almeno per un certo periodo di tempo.

    L’esame per ottenere i dati di cui abbiamo bisogno è la risonanza magnetica del bacino, fondamentale per poter diagnosticare un’osteonecrosi.
    Nel suo caso, consiglierei di estenderla anche all’intera colonna vertebrale, per inquadrare meglio le discopatie emerse da questa lastra ed escludere che ve ne siano di ulteriori.

    Sarebbe poi importante vedere le immagini dell’esame Rx cui lei si è già sottoposta per poter capire meglio:
    – dove si trovano e quanto sono estesi gli “addensamenti” che il radiologo referta (solo testa del femore o anche acetabolo? Non è del tutto chiaro),
    – quanto sia avanzata l’artrosi delle anche e che aspetto ha il profilo della testa dei femori.

    Tutte queste informazioni consentiranno di poterle indicare la terapia iperbarica con affidabilità e potersi figurare con quali aspettative affrontarla (salvare l’anca? Rinviare l’intervento di protesi? Limitare il dolore e migliorare la funzionalità?).

    Posso dirle da subito che l’ossigenoterapia iperbarica può fare molto meno sul problema dell’artrosi. Questa è un’alterazione degenerativa che putroppo non reversibile: una volta che si è instaurato un danno strutturale dell’osso (e ciò vale anche per gli stadi più avanzati di osteonecrosi) la terapia iperbarica può ottenere un effetto lenitivo sul dolore ma non si può considerare curativa.

    Se vuole affidarsi a noi siamo disponibili a visitarla ed a studiare tutta la sua documentazione clinica insieme a lei. Per prenotare una visita approfondita presso il nostro Centro Iperbarico può telefonare al numero 051/6061240.

    Intanto, le auguriamo di poter affrontare il problema nel migliore dei modi e speriamo di poterle offrire il nostro contributo con l’ossigenoterapia iperbarica.

    Dott. Alessandra Morelli

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