Morbo di Perthes l’ossigenoterapia iperbarica può aiutare a far stare meglio il figlio di Erika?

Salve dottoressa,

A mio figlio, 7 anni, all’Ospedale Rizzoli hanno diagnosticato il Morbo di Perthes e ci hanno detto che deve portare il tutore di Atlanta.
Volevo sapere se l’ossigenoterapia iperbarica può essere utile per farlo stare meglio. Mi piange il cuore a pensare alla sua malattia e farei di tutto per farlo stare meglio.
La terapia in camera iperbarica ha controindicazioni se si tratta i bambini ? Quante sedute occorrono per questo genere di malattia? È mutuabile? Avete mai trattato casi simili?
Grazie

Erika



Una risposta a “Morbo di Perthes l’ossigenoterapia iperbarica può aiutare a far stare meglio il figlio di Erika?”

  1. Alessandra Morelli on

    Risponde la dott.ssa Alessandra Morelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Chirurgia Generale Università di Bologna
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 15985

    Buongiorno Erika,

    come le avranno già spiegato gli ottimi Ortopedici che seguono il bambino, la malattia di Legg-Calvè-Perthes origina da un’insufficiente vascolarizzazione arteriosa della testa del femore nella fase dell’accrescimento.
    Questo porta a sofferenza e morte delle cellule dell’osso nella zona colpita (“osteonecrosi avascolare”).
    Nella maggior parte dei casi, in bambini così piccoli, l’organismo supera questo momento critico e la circolazione riprende nell’arco di 2-4 anni, con sostituzione dell’area malata da parte di osso sano.

    Tuttavia, se non viene compreso il problema e formulata la diagnosi corretta, gli esiti possono portare ad una deformità permanente dell’articolazione e ad un certo grado di invalidità.

    In pratica, un bambino non curato può andare incontro ad artrosi dell’anca in età giovanile ed aver bisogno di una protesi con decenni di anticipo rispetto all’età media dei pazienti che necessitano di quest’intervento.
    È comprensibile che una situazione di questo tipo possa creare molta ansia in famiglia. I sintomi connessi (il bambino zoppica, non riesce a correre…) possono avere un impatto molto più pesante che non per un adulto.

    Il tutore di Atlanta è uno dei mezzi di contenimento che si impiegano per tenere in sede la testa del femore, durante la fase più critica della malattia.

    In questo periodo, infatti, il femore sofferente tende a sposizionarsi (“estrusione”), rispetto alla sua sede normale, nell’articolazione col bacino. Come le spiegavo prima, questo, alla lunga, porta ad un’alterazione della forma anatomica e della funzionalità dell’anca colpita.

    In letteratura medica, è documentato che l’impiego del tutore può consentire il mantenimento della forma sferica della testa del femore.

    Convincere il bambino ad adoperare con costanza il tutore, anche se capisco non sia facile, può fare la differenza e consentire un corretto posizionamento della testa del femore senza essere costretti ad operare.

    La buona notizia è che, per quanto indossare il tutore possa creare del disagio, si tratta di qualcosa di limitato nel tempo: quando la fase di pericolo per la testa del femore sarà finita, non occorrerà più adoperarlo.

    Questo approccio, nella maggior parte dei casi e se iniziato con tempestività, porta a prevenire i rischi che abbiamo appena visto.

    Presso il Centro Iperbarico di Bologna, l’ossigenoterapia iperbarica è regolarmente impiegata nella terapia dell’osteonecrosi avascolare con la copertura del Servizio Sanitario Nazionale.

    Abbiamo esperienza nel trattamento di bambini, che differisce di poco da quello degli adulti (dosaggio pediatrico dell’ossigeno e qualche coccola in più…).
    In particolare, confermo che abbiamo trattato diversi casi di osteonecrosi infantile, fra cui proprio la malattia di Legg-Calvè-Perthes, e che l’indicazione alla terapia iperbarica è appropriata anche in questo caso particolare.

    Il protocollo iperbarico per l’osteonecrosi prevede un primo ciclo da 50 sedute, che possiamo interrompere con una piccola “vacanza” a 30, quindi un controllo in risonanza magnetica e la lettura dell’esame da parte dell’Ortopedico. In caso di miglioramento e di ulteriore necessità, altre 40 sedute e nuovo controllo a distanza.

    Gli schemi terapeutici adottati ci consentono di non temere particolari rischi aggiuntivi, se il paziente è un bambino.

    Da noi, le terapie di bambini si sono svolte con serenità (i bambini possono leggere, fare compiti all’interno della camera iperbarica…) ed i piccoli pazienti hanno accettato bene le sedute.
    A tutti loro ci siamo sempre affezionati e, lo dico con una punta d’orgoglio, nella maggior parte dei casi abbiamo ottenuto dei risultati terapeutici entusiasmanti.

    Nel caso volesse che visitassimo il suo bimbo, per poterci esprimere sull’utilità della camera iperbarica e sulla possibilità di impiegarla nel suo singolo caso, contatti la segreteria al numero 051/6061240. Potrà così prenotare una visita accurata, in tempi brevi.

    Intanto, tanti tanti auguri a lei ed al piccolo. Spero che l’impegno che sta mettendo nella terapia lo porti a guarire prima possibile.

    Dott. Alessandra Morelli

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