Ulcera in paziente diabetico: Massimo starà meglio con 30 sedute di ossigenoterapia e medicazioni

Massimo soffre di diabete, una malattia molto diffusa in Italia che sta portando sempre più persone a soffrire di patologie correlate molto fastidiose e invalidanti.

Ogni anno l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) fa un monitoraggio sullo stato di salute della popolazione e alcuni comportamenti sanitari e stili di vita, l’ultimo rapporto a nostra disposizione è l’annuario statistico ISTAT 2014 il quale indica che è diabetico il 5,5% degli italiani (5,3% degli uomini e 5,6 % delle donne), pari a oltre 3 milioni di persone.

La principale conseguenza di questa malattia è la cattiva circolazione: agendo sull’ossigenazione di  vene e arterie porta ad ostruire e chiudere i vasi sanguigni, in particolare quelli delle gambe.

Circa 3 mesi fa Massimo ha avuto una infezione della pelle all’altezza della caviglia, probabilmente causata  da stafilococco aureo, un batterio che può contagiare facilmente attraverso la saliva di una persona infetta, le mani o alimenti non adeguatamente lavati o cotti.

ulceramassimoSi è formata una ferita rotondeggiante della pelle, un’ulcera, che progressivamente è aumentata di dimensione fino a raggiungere i 5 centimetri. I medici hanno consigliato a Massimo una terapia antibiotica che ha seguito per svariate settimane, ma dopo una iniziale miglioramento non ha portato ai risultati sperati e la lesione continuava ad essere infiammata e con un principio di necrosi.

Un giorno Massimo parla del suo problema a un vicino di casa, stanco e dolorante per l’ulcera che non dava segni di guarigione, lui gli suggerisce di contattare il nostro Centro Iperbarico: pare che la terapia iperbarica sia fortemente indicata nel suo caso.
Con la speranza nel cuore Massimo decide subito di fare delle ricerche online e prenota una visita.

Al primo incontro la Dottoressa Franchini  visiona la lesione e gli prescrive un ciclo 30 sedute. In quanto paziente diabetico Massimo ha la possibilità di svolgere la terapie a carico del  Servizio Sanitario Nazionale per cui va dallo specialista che lo segue e si fa preparare l’impegnava, la diagnosi è quella di “ulcera a lenta guarigione in paziente diabetico”.

Massimo può finalmente iniziare la terapia iperbarica e le medicazioni al nostro Centro.

Durante la seconda visita, per valutare meglio la situazione, gli vengono fatti un tampone della ferita e un antibiogramma: viene prelevato ed analizzato un po’ di materiale dalla lesione per vedere quale o quali batteri sono presenti e si testano gli antibiotici capire quali sono i migliori da somministrare.
Questo esame è molto importante perché in questo modo si è sicuri di dare al paziente il medicinale più adatto al suo problema e si evita che insorga la pericolosa resistenza agli antibiotici.

Nella prima seduta nella camera iperbarica, poi, gli è stata fatta un’ossimetria transcutanea: un semplice esame che attraverso l’applicazione di un elettrodo sulla cute vicino la lesione misura quanto ossigeno arriva in quella zona.

massimoGià dopo poche sedute la situazione di Massimo è iniziata a migliorare, ma la ferita presentava una gran quantità di fibrina. Si tratta di una proteina che il nostro corpo inizia a produrre in situazioni di emergenza per velocizzare il processo di  guarigione di una ferita; è invece necessario che al posto della fibrina si formi tessuto di granulazione perché questo si trasformerà poi in epidermide chiudendo definitivamente la lesione.

Così gli infermieri del Centro hanno provveduto ad applicare un innovativo sistema di garze il cui principio attivo serve a “slegare” i filamenti di fibrina per favorire la produzione di tessuto di granulazione da parte del nostro corpo.

Le medicazioni e la terapia iperbarica stanno portando Massimo a sentirsi meglio di giorno in giorno, la ferita si sta via via rimarginando e in poco tempo si sarà del tutto cicatrizzata.
Un grande in bocca al lupo al caro signor Massimo da tutto lo staff del Centro Iperbarico: forza che manca davvero poco!



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