Vincenzo riprenderà la sua autonomia e l’arteriopatia e le ulcere rimarranno solo un ricordo

Il signor Vincenzo ti sorride appena entra dalla porta, ha il viso buono e gli occhi dolci e quando ti guarda pensi subito ai tuoi nonni, a quando li andavi trovare da piccolo e trascorrevi dei momenti indimenticabili a casa loro.

vincenzo

 

 

Vincenzo è arrivato al Centro Iperbarico per un problema molto importante.
Soffre di Arteriopatia Obliterante Cronica Periferica (AOCP): si tratta di un processo di invecchiamento della parete vascolare arteriosa. All’interno delle arterie si formano delle placche aterosclerotiche che fanno via via restringere il diametro delle arterie stesse con conseguente diminuzione del flusso sanguigno.

Vincenzo ha 84 anni e questa malattia si sta dimostrando davvero pensate per lui: limita la sua autonomia e lo preoccupa molto.

 

L’AOCP è stata classificata, dal punto di vista clinico, dai chirurghi francesi Leriche e Fontaine in 4 stadi:

  1. Stadio preclinico: in cui sono presenti lesioni a carico del circolo arterioso, sensazioni di ipotonia o ipotrofia dell’arto interessato,
  2. Comparsa della claudicatio intermittens:
    • viene ulteriormente suddiviso in 2a e 2b in base all’intervallo libero di marcia, maggiore o minore di 100m,
  3. Comparsa di dolori a riposo,
  4. Comparsa di lesioni trofiche: fa eccezione il paziente diabetico che può presentare lesioni trofiche ad eziologia neuropatica in uno stadio più precoce.

Vincenzo ora è nel secondo stadio: fa fatica a camminare e per i lunghi spostamenti deve ricorrere ad una carrozzina.

Un altro brutto inconveniente è il diabete, Vincenzo ne soffre da molto tempo e purtroppo le conseguenze di questa malattia non l’hanno lasciato in pace: si sono formate alcune ulcere a livello di entrambe le caviglie che purtroppo si sono infettate.

La situazione è davvero difficile da sostenere, per questo motivo i medici hanno deciso di ricoverarlo all’ospedale di Vergato e insieme alla terapia antibiotica specifica hanno predisposto un trattamento in camera iperbarica.

In questi casi l’ossigenoterapia è davvero utile e seguita contemporaneamente a quella medica permetterà  una guarigione più veloce.

Caro Vincenzo, sei in buone mani: non vediamo l’ora di vederti riprendere tutta la tua autonomia e che quel filo di tristezza che incrociamo scrutando nel tuo sguardo rimanga solo un ricordo!

 

 



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