A ciascuno il suo ossigeno: le miscele nella camera iperbarica

Abbiamo percorso una lunga strada seguendo l’ossigeno puro sin dal serbatoio criogenico in cui è stoccato allo strato liquido, abbiamo attraversato l’evaporatore, siamo passati attraverso sensori, valvole di non ritorno, diramazioni e intercettazioni.
Nell’ultimo articolo vi abbiamo detto che l’ossigeno arriva della camera iperbarica non solo puro al 100% ma anche in due miscele: quella da 88% e quella da 72%.

Oggi vi spieghiamo come mai si usano diverse percentuali di ossigeno per le terapie.
Come vi abbiamo detto più volte l’ossigeno usato all’interno della camera iperbarica, è un vero e proprio farmaco, e come tutti i farmaci è importante seguire una posologia ben precisa.

Qualcuno dei nostri pazienti ha bisogno di respirare ossigeno al 100% mentre altri pazienti necessitano di una miscela di ossigeno e azoto diversa:
88% ossigeno e 12% azoto o 72% ossigeno e 28% azoto

pannello_ossigeno_azotoLe due miscele di questi gas provengono da due pacchi da 16 bombole ciascuno che contengono ognuna 50 litri di miscela a 200 bar.
Le bombole sono poste all’esterno della struttura, i gas passano prima da un riduttore di pressione che li fa passare da 200bar a circa 14bar, poi attraverso une serie di tubi vengono convogliati nel pannello dietro alle camere iperbariche.

Da questo pannello possiamo decidere quale percentuale di ossigeno fare arrivare a determinati pazienti in camera e questo ci permette una notevole agilità potendo trattare pazienti con problematiche diverse contemporaneamente.

Nel prossimo articolo arriveremo finalmente dentro la camera iperbarica dove i pazienti respirano l’ossigeno che abbiamo seguito per tutto il suo percorso.

Se avete delle domande scriveteci: cercheremo di togliervi qualsiasi dubbio!



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