Alessio ha un problema di osteocondrite: che fare?

Salve
sono un ragazzo di 26 anni ex atleta, un anno e 2 mesi fa circa ho subito un trauma distorsivo alla caviglia destra che all’inizio non ha causato sostanziali fastidi o dolori tali da impedirmi di svolgere una regolare attività fisica.
Negli ultimi mesi invece il dolore si è accentuato ho dovuto quindi sospendere l’attività e mettermi solo recentemente a riposo (in quanto per il lavoro che svolgo sono stato sempre in piedi fino a due tre settimane fa circa).

Il mese scorso ho effettuato una risonanza magnetica per capire da cosa provenisse il mio problema e ha dato questo risultato:

Lesione osteocondritica sul versante articolare inferiore del domo astragalico con edema osseo adiacente e piccola lesione osteocondritica del contrapposto versante articolare calcaneale. Tenosinovite dei tendini del tibiale anteriore e del flessore lungo dell’alluce. Cisti subcondrale del corpo del calcagno.

Non alterazioni morfo strutturali del tendine di Achille

Non alterazioni del segnale a carico delle strutture tendino-legamentose dell’avampiede

Non alterazione del segnale a carico delle componenti ossee metatarso-falangee

Spazi articolari conservati

Effettuando una visita ortopedica di fronte all’osteocondrite lo specialista ha optato per l’operazione ma solamente in caso di peggioramento, mi ha quindi prescritto di ripetere la risonanza tra 2 mesi per constatare l’evolversi della patologia. Ha espresso questo giudizio dopo visita fisica e presa visione delle lastre in quanto questo dolore si presenta solamente sotto carico e quando sono costretto a camminare/stare a lungo in piedi, mettendomi a riposo svanisce in poco tempo, l’osso è ancora intatto e in buono stato e la funzionalità articolare non ha subito problemi.

Ha concluso affermando che la zona in questione è stretta e di difficile intervento.

Volevo sapere se effettuando delle sedute in camera iperbarica questo potrebbe aiutarmi nella risoluzione del mio problema e risparmiare l’intervento.

Alessio



Una risposta a “Alessio ha un problema di osteocondrite: che fare?”

  1. Alessandra Morelli on

    Risponde la dott.ssa Alessandra Morelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Chirurgia Generale Università di Bologna
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 15985

    Buongiorno Alessio,
    innanzitutto voglio incoraggiarla perché immagino che per un giovane che ha alle spalle un’attività sportiva vera e propria dover osservare il riposo possa essere perlomeno spiacevole.

    Anche grazie all’ossigeno iperbarico, però, potrebbe trattarsi di un provvedimento solo temporaneo.

    Come faccio spesso, premetto che il suo caso va studiato con attenzione per poter esprimere un parere medico.
    Lei riporta con puntualità il referto della risonanza ed a maggior ragione mi rendo conto che sarebbe importante vederne anche le immagini. Ha una certo peso, infatti, riuscire a capire la posizione della cisti subcondrale del calcagno di cui mi parla.

    Le lesioni osteocondritiche che ha riportato possono essere conseguenti al trauma che riferisce, come possono essere state pre-esistenti ad esso. Una delle teorie più recenti in merito, infatti, sostiene che un difetto di ossificazione in certe sedi, risalente all’infanzia od all’adolescenza, possa esporre la loro superficie articolare ad una perdita di integrità in caso di sollecitazioni meccaniche importanti o, più spesso, ripetute.
    Va da sé che ad un atleta entrambe non manchino…

    La nostra esperienza conferma la prevalenza di questa problematica nella categoria degli sportivi, già ben documentata dalla letteratura scientifica.
    Presso il Centro Iperbarico di Bologna vengono trattati da anni casi come il suo, con una buona percentuale di successo.
    Sono d’accordo col suo ortopedico su di un approccio conservativo al problema.
    L’ossigeno iperbarico potrebbe essere lo strumento terapeutico più adatto per tentare di guarire senza intervento. In casi iniziali, infatti, esso può consentire la riparazione di una piccola superficie ossea che si sta “staccando”, come sembra essere nel suo caso.

    Inoltre l’altro effetto della terapia, ovvero quello anti-infiammatorio, può consentire una qualità della vita un po’ più accettabile per una persona attiva perché può consentire una diminuzione del dolore.
    Fermo restando che per ora è opportuno evitare il carico sul piede, meno dolore può significare comunque più autonomia.

    In casi come questo al Centro Iperbarico adottiamo un protocollo che prevede un primo ciclo di 50 sedute di ossigenoterapia.
    Al termine consigliamo nuova risonanza di controllo e visita ortopedica. Se la lesione non si fosse riparata, ulteriore ciclo da 40 sedute.
    Non esiti a contattarci per una visita approfondita allo 051/6061240 o all’indirizzo info@iperbaricobologna.it.

    Un saluto ed auguri di rapida guarigione,
    Dott.ssa Alessandra Morelli

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