Sospetto morbo di Burger: Salvo chiede cosa fare

Buongiorno Dott. Vertsonis,

le scrivo per sottoporle il mio caso.

Da circa 6 mesi ho iniziato a fare diversi controlli a causa di una ipereosinofilia ( infatti sono ancora sotto cortisone ). Dalla capillaroscopia si è evidenziata una connettivopatia, ma, avendo i valori del sangue nella norma e in base alla mia storia clinica, i medici sospettano la sindrome di Burger. Nessuno però me lo ha confermato.

Ho una trombosi profonda bilaterale all’altezza del cavo popliteo. Avverto saltuariamente dei crampi alle mani e ai piedi riconducibili al fenomeno di Raynaud, che appare soprattutto nei momenti di tensione emotiva. Tempo fa avvertivo anche dolore quando diventavano scure, ora non più.

A causa di una neuropatia periferica, quando cammino, dopo circa 10 min mi si addormentano i piedi e devo sedermi anche per pochi secondi.

Ho avuto delle piccole ulcere alle dita delle mani, sparite dopo la cura col Deltacortene, e anche una necrosi digitale, in seguito a una biopsia cutanea.

Devo aggiungere che ho anche avuto dei problemi al fegato, probabilmente riconducibili all’ipereosinifilia, e ora ho una steatosi.

Prendo Xarelto, Deltacortene e a Marzo  ho fatto il primo ciclo di di Endoprost con pompa elastomerica.

Sono molto preoccupato perchè non mi sento seguito da nessuno. Vorrei capire effettivamente cosa ho e come devo comportarmi. A causa delle trombosi è da sei mesi che non cammino molto.

Per favore potrebbe aiutarmi?

Grazie

Cordialmente

Salvo

Una replica a “Sospetto morbo di Burger: Salvo chiede cosa fare”

  1. Risponde il Dr. Giorgios Vertsonis
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Specializzazione in Idrologia medica Università di Parma
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 14047

    Buongiorno Sig. Salvo,
    grazie per la fiducia che ci dimostra presentandoci il suo caso, comprendo bene le sue sofferenze.

    Il Morbo di Burger o trombongoite obliterante è una patologia cronica infiammatoria che colpisce le arterie di piccolo e medio calibro, vene e nervi delle estremità di mani e piedi e ne sono affetti in particolare i maschi al di sotto dei 50 anni.

    Anche se le cause non sono tutt’ora certe, sono state notate alcune caratteristiche: una suscettibilità ereditaria, la correlazione con il fumo di tabacco e alterate risposte immunitarie.

    Le spiego in pratica che cosa succede: a causa di lesioni infiammatorie i vasi sanguigni delle estremità di mani e piedi iniziano ad ostruirsi e l’alterata irrorazione sanguigna provoca una sofferenza ischemica dei tessuti. Il paziente di conseguenza può accusare crampi, dolore agli arti, fenomeni simil-Raynaud (altra sindrome che riguarda i vasi sanguigni) e presentare lesioni ulcerose alle mani.

    Per curare questa patologia è di fondamentale importanza innanzitutto eliminare i fattori di rischio: fumo, freddo, traumatismi. Poi si procede con diverse terapie farmacologiche (FANS, vasodilatori, cortisonici, anticoagulanti).

    In questo contesto, l’ossigenoterapia iperbarica, grazie al suo effetto antinfiammatorio e di stimolatore alla formazione di nuovi vasi sanguigni contribuisce al ripristino della circolazione locale.

    A mio parere un ciclo di ossigenoterapia potrà di certo essere di aiuto nel trattamento delle complicanze ulcerative, se si presenteranno di nuovo, più che nel trattamento della malattia di base per rallentarne la progressione.

    Se vorrà affidarsi alle nostre cure o semplicemente per avere altre informazioni può contattare la nostra segreteria al numero 051/6061240.
    Dopo averla visitata e valutato la sua documentazione sanitaria, potremo proporre il piano di assistenza più adatto al suo caso.
    Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.

    Cari saluti
    Dott. Georgios Vertsonis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Il Centro Iperbarico di Bologna è convenzionato con DAN Europe

Archivi