Osteoradionecrosi alla mandibola: cosa può fare Enrico?

Buongiorno dottoressa,
mi chiamo Enrico e recentemente ho letto un articolo su questo sito che parlava della prevenzione dell’osteoradionecrosi mandibolare nell’estrazione dentaria per pazienti che si sono sottoposti a radioterapia sulla mandibola.

Purtroppo temo che la mia situazione sia ancora più seria: mi è stata diagnosticata questa malattia e da poco tempo mi sono sottoposto a un intervento di pulizia chirurgica (sequestrectomia) dell’osso necrotico.

Mi è stato detto che questa è la conseguenza del trattamento di radioterapia che ho dovuto seguire circa quattro anni fa dopo che mi è stato diagnosticato un carcinoma della tonsilla palatina.

Crede che l’ossigenoterapia iperbarica possa essere ancora utile nel mio caso, o la situazione  è oramai troppo compromessa?

Attendo fiducioso una sua risposta.

Grazie

Enrico

 

 

 



Una risposta a “Osteoradionecrosi alla mandibola: cosa può fare Enrico?”

  1. Nadia Franchini on

    Risponde la dott. Nadia Franchini,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Specializzazione in oncologia Università di Bologna
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 10362

    Salve Enrico,

    da quanto mi ha descritto, direi che nel suo caso il trattamento con l’ossigenoterapia iperbarica sia senz’altro indicato.
    Quando il coinvolgimento dell’osso è ancora superficiale e non sono presenti fistole cutanee o fratture della mandibola, il processo è ancora in uno stadio iniziale e pertanto la possibilità di guarigione è buona.

    L’osteoradionecrosi mandibolare è una complicanza che insorge in una modesta percentuale di pazienti, generalmente dopo un tempo variabile dai sei mesi a diversi anni in seguito al trattamento con radioterapia per tumori di testa-collo.
    Si manifesta con l’esposizione di osso non vitale nell’area colpita e conseguente sensazione di dolore e disagio.

    L’ossigenoterapia iperbarica si pone come un valido strumento per un approccio conservativo e per scongiurare interventi più demolitivi in futuro.

    In assenza di controindicazioni assolute il protocollo per questa patologia prevede un massimo di 50 sedute che il paziente deve seguire quotidianamente per 5 giorni a settimana.

    Le suggerisco di contattare la nostra segreteria per fissare un primo appuntamento, il numero a cui chiamarci è 051 6061240.

    Le faccio i miei più sinceri auguri.

    Dott.ssa Nadia Franchini

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