Acufene orecchio destro: quali possibili cure?

Buonasera Dottore,

Le scrivo in merito ad un acufene che interessa l’orecchio destro di mio marito.

In breve: a inizio dicembre prende appuntamento per una visita otorinolaringoiatrica in modo da individuare la terapia migliore per risolvere una congestione alle orecchie. Viene individuata una otite catarrale all’orecchio destro da curare con Augmentin per 6 giorni e un ciclo di aerosol con Fluibron e Aircort per 10 giorni, terminati i quali (siamo a metà dicembre) la congestione alle orecchie si risolve quasi completamente ma subentra un acufene nello stesso orecchio. Dopo aver constatato un nettamente miglioramento dell’otite, viene consigliato un secondo ciclo di aerosol, terminato il quale però l’acufene non si risolve. Si rivolge per un consulto a un secondo otorino che, confermata l’otite in fase risolutiva, effettua un esame audiometrico che evidenzia una ipoacusia lieve a 6000 e 8000 Hertz, a causa dell’acufene che interferisce con la percezione del suono a quelle frequenze. Consiglia quindi Avamys spray per 20 giorni e Acuval bustine per 20-30 giorni.

Le mie domande sono le seguenti: sono nella norma queste lunghe tempistiche per far sparire il fischio all’orecchio? Siccome questo acufene, seppure sia diminuito di intensità e vi siano giorni in cui non è presente, persiste da poco più di un mese, la terapia consigliata potrà essere efficace per la sua totale risoluzione?

Consiglia di integrare la terapia con altri integratori (Ginko Biloba,…)?

Se al termine di questi 20 giorni di terapia non si risolve alcunché, quali altri soluzioni si potrebbero adottare?

La camera iperbarica potrebbe fare al caso suo ora o in futuro?

Mi scusi le molte domande ma ultimamente vedo mia marito un po’ stressato e giù di morale a causa dell’acufene per la paura di portarselo dietro a vita.

Grazie anticipatamente,

Alice



Una risposta a “Acufene orecchio destro: quali possibili cure?”

  1. Ferruccio Di Donato on

    Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Alice,
    mi spiace per il fastidioso problema di suo marito e cercherò di rispondere alle sue domande.
    Per prima cosa, farei un po’ di chiarezza sull’argomento.
    Cos’è l’acufene?
    L’acufene è la percezione di un suono (in genere un fischio o un fruscio) in assenza di una fonte sonora che lo stia generando: si tratta quindi di una sorta di allucinazione uditiva.
    Da cosa è prodotto l’acufene?
    L’acufene può derivare da un banale problema della parte trasmissiva dell’orecchio (condotto uditivo esterno, cassa del timpano) o dalla sofferenza della parte neurologica dell’orecchio (coclea). Nel primo caso, l’acufene sparirà con la risoluzione del processo infiammatorio che l’ha generato, nel secondo caso invece necessiterà di una terapia dedicata e potrebbe anche persistere a tempo indefinito, se la cura risultasse inefficace.
    Come si identifica l’origine di un acufene?
    Non c’è un’indagine specifica che consenta questa distinzione, quindi in presenza di infiammazioni dell’orecchio esterno o medio, il medico procederà con le cure osservando anche l’eventuale scomparsa dell’acufene.
    Venendo al caso di suo marito sembrerebbe verosimile ipotizzare che l’acufene abbia origine dalla coclea e che sia insorto a seguito di un infezione dell’orecchio medio (otite catarrale) che, come a volte succede, abbia danneggiato anche la parte neurologica dell’orecchio.
    L’origine cocleare dell’acufene sembrerebbe confermata dalla concomitante compromissione delle frequenze acute all’esame audiometrico.
    Se le cose stessero così, sarebbe opportuno seguire altre terapie oltre a quelle prescritte, specifiche per il trattamento dell’acufene, impiegando il cortisone e in mancanza di risultati soddisfacenti, anche l’ossigenoterapia iperbarica.
    A questo proposito è importante notare che il problema è insorto in dicembre e più tempo passa in assenza di miglioramenti del quadro clinico e più diviene probabile la cronicizzazione dell’acufene.
    Infine, noti che uno dei prodotti da lei citati e prescritti per la terapia dell’acufene di suo marito, Acuval, è un integratore alimentare a base di antiossidanti e ginko biloba utile a sostenere l’attività metabolica cocleare e a contrastare l’acufene.
    Spero di aver chiarito i suoi dubbi.
    Per qualsiasi altra informazione non esiti a contattarci al numero 051-6061240.

    Saluti
    Dott. Ferruccio Di Donato

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