Il padre di Rossella soffre molto: si può fermare la necrosi da vasculite?

Buona sera,
sono la figlia del Sig. Giuseppe.

Vi scrivo per chiedervi delle informazioni e se mi confermate che voi potete aiutarlo, prenotiamo immediatamente una visita.
Vi spiego i suoi problemi: iniziamo circa 18 anni fa quando gli fu diagnostica la leucemia, ricoverato a Pavia fece l’autotrapianto di midollo e tutto proseguì bene.

A maggio 2015, dopo analisi specifiche, inizia urgentemente la dialisi per la sua insufficienza renale cronica. Quest’ultima gli sta provocando diversi problemi, tra i quali una vasculite, e da circa due mesi ha nel secondo dito del piede sinistro una necrosi.
Ha un dolore assurdo e qui stiamo aspettando per il ricovero e l’operazione per l’amputazione.
I medici dicono che non c’è più nulla da fare, ma adesso la mia preoccupazione è che nessuno dopo l’intervento gli dia la giusta cura per fermare questa necrosi e ho paura che prenda altre parti del corpo.

Adesso ho letto un po’ il vostro portale ma non ho capito se vi occupate anche di questo genere di patologie. Lui è in emodialisi tre volte a settimana. Spero in un vostro aiuto.

Grazie mille in anticipo.

Rossella



Una risposta a “Il padre di Rossella soffre molto: si può fermare la necrosi da vasculite?”

  1. Giorgios Vertsonis on

    Risponde il Dr. Giorgios Vertsonis
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Specializzazione in Idrologia medica Università di Parma
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 14047

    Gentile Sig.ra Rossella,

    ringrazio per averci posto il quesito perché oltre a mostrarci fiducia offre la possibilità ad altri pazienti con situazioni simili di avere delle informazioni utili.
    Dalla sua mail si capisce che si tratta di una storia clinica che si è complicata dopo la diagnosi di insufficienza renale cronica e l’inizio della terapia dialitica.
    Innanzitutto, in attesa del prospettato ricovero per l’intervento chirurgico, consiglio di tenere monitorato il quadro clinico per cogliere eventuali segni precoci di peggioramento che possano modificare le priorità terapeutiche (trasformare un intervento programmato in urgenza).

    L’Ossigenoterapia iperbarica consiste nel respirare ossigeno puro o miscele arricchite all’interno di camere pressurizzate, in questo modo viene incrementata la diffusione dell’ossigeno nel sangue del paziente. Infatti a elevate concentrazioni l’ossigeno ha effetti sistemici sul corpo tra cui l’azione antibatterica e anti-infiammatoria.
    In particolare, nei casi come quello di suo padre l’ossigenoterapia iperbarica è utile sia prima dell’intervento per demarcare l’area di necrosi facilitando l’opera del chirurgo e dopo l’intervento per accelerare i processi di cicatrizzazione.
    Se vuole affidare suo padre alle nostre cure le chiederei cortesemente di contattare la nostra segreteria al numero 051/6061240 per fissare un appuntamento.
    Durante la visita sarà valutato il quadro clinico e sarà proposto un idoneo piano terapeutico personalizzato.

    Resto a sua disposizione per ogni eventuale necessità
    Cordialmente
    Dott. Georgios Vertsonis

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