Ipoacusia: Massimo chiede un parere

Salve,

all’improvviso mi e sorto un sibilo ruggente continuo e fastidioso nella parte destra dell’orecchio.

Il mio medico curante mi ha dato come cura aerosol fluibron e clenil poi successivamente tachipirina e antibiotico cefixoral, senza nessun risultato.

Quindi decido di andare da un otorino privato che mi riscontra una ipoacusia sieromucosa bilaterale e come cura mi dà del cortisone Dellan 25 e Rinoclenil per 12 giorni, senza risultato.
Il mio medico curante mi manda poi dall’otorino della mutua che mi prescrive una TAC per sospetta otosclerosi e 10 sedute camera iperbarica.

Aspettando che mi chiamano per la TAC, ho iniziato da mercoledì tre sedute di camera iperbarica.
Vorrei sapere un vostro giudizio e suggerimenti.

 

Grazie.

PS: leggendo questo post, avete consigliato una ‘terapia aggressiva”: che cosa si intende? Perché il mio dubbio è che la terapia che mi è stata data sia un po’ leggera!



Una risposta a “Ipoacusia: Massimo chiede un parere”

  1. Ferruccio Di Donato on

    Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Massimo,
    la tua è una storia un po’ articolata e complessa: cerchiamo di chiarirci le idee.
    Un “sibilo ruggente” che venga percepito senza che ci sia una sorgente sonora che lo produce, è un “acufene” e può sorgere all’improvviso senza una causa nota o dopo eventi acuti come un’otite, un’infezione delle alte vie respiratorie o un trauma acustico.
    L’otite siero mucosa è un’infiammazione dell’orecchio medio che porta al versamento endotimpanico di materiale fluido a consistenza più o meno elevata (siero o muco), è una malattia tipica dei bambini dai 2 ai 6 anni di età.
    L’otosclerosi è una malattia cronica ereditaria e che colpisce per lo più le donne: provoca un calo uditivo lento e progressivo, prima di tipo trasmissivo sulle frequenze basse, poi di tipo misto (trasmissivo e neurosensoriale) dovuto alla sclerosi progressiva della staffa con perdita della sua fisiologica azione nella finestra ovale.
    Tutte queste entità patologiche potrebbero coesistere nello stesso paziente senza essere connesse fra loro con rapporti di causa effetto.
    Volendo azzardare un’ipotesi sul tuo caso, potrebbe esserti insorta un’otite media (acuta, non siero mucosa) che abbia dato origine all’acufene.
    In questo caso le terapie farmacologiche che hai seguito sarebbero adeguate, mentre l’iperbarica sarebbe giustificata solo dalla persistenza dell’acufene dopo la risoluzione del processo infiammatorio dell’orecchio.
    La TAC potrà essere utile a chiarire la diagnosi. Fammi sapere che esito a dato.

    Saluti
    Dott. Ferruccio Di Donato

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