Ferita post-operatoria: l’ossigenoterapia iperbarica può aiutare?

Buongiorno dottoressa,

le scrivo per sottoporle il caso di mia madre, una signora di 83 anni, che ha recentemente subito un intervento di amputazione del retto e di una porzione dell’ultimo tratto del colon, per un carcinoma.

Preciso che, essendo la neoplasia piuttosto estesa al momento della diagnosi, la mamma ha dovuto subire una radioterapia pre-operatoria, al fine di ridurre le dimensioni del tumore e pertanto, di rendere l’intervento meno demolitivo.

Il decorso post-operatorio è stato regolare e la mamma ha ricominciato ad alimentarsi in modo soddisfacente, ma, a distanza di alcune settimane, la ferita a livello del perineo si è in parte riaperta e, nonostante le medicazioni quotidiane presso l’ambulatorio dell’ospedale, non accenna a cicatrizzare.

Ovviamente le lascio immaginare le condizioni psicologiche di mia madre, che, oltre ad essere sfinita fisicamente, ha oramai perso la speranza di poter riprendere la sua vita normale.

Ora, i medici che la seguono ci hanno prospettato la possibilità di inviarla al vostro centro per una valutazione. Lei pensa che l’Ossigenoterapia Iperbarica potrebbe essere di qualche giovamento nel nostro caso? E’ mia madre troppo anziana per sottoporsi ad una terapia di questo tipo? Aggiungo che è anche diabetica non-insulino-dipendente.

Grazie per l’attenzione.

 Valeria



Una risposta a “Ferita post-operatoria: l’ossigenoterapia iperbarica può aiutare?”

  1. Nadia Franchini on

    Risponde la dott. Nadia Franchini,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Specializzazione in oncologia Università di Bologna
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 10362

    Buongiorno Valeria,

    la ringrazio per avermi scritto. Quello che lei mi descrive, è verosimilmente una conseguenza della radioterapia pre-operatoria, che, pur essendo di fondamentale importanza per la guarigione di alcuni tumori estesi come quello di sua madre, può causare danni precoci o tardivi, in quanto risulta comunque lesiva anche nei confronti dei tessuti sani. Da qui la difficoltà alla cicatrizzazione, un evento purtroppo non così infrequente in casi come questo. Aggiungerei che il fatto che sua madre sia anche diabetica, può contribuire a complicare le cose.
    Per quanto riguarda la possibilità di sottoporsi ad un ciclo di ossigenoterapia iperbarica, le posso confermare che è sicuramente una scelta giusta. Abbiamo trattato molti casi analoghi con successo e la posso rassicurare sul fatto che l’OTI non è una terapia invasiva e, in assenza di controindicazioni assolute, da verificare al momento della prima visita, potrà essere brillantemente affrontata anche da una persona non più giovanissima. Il protocollo in casi come quello di sua madre, prevede un ciclo di 30 sedute. da effettuarsi quotidianamente dal lunedì al venerdì; qualora i sanitari che la inviano da noi siano d’accordo, potrà anche effettuare le medicazioni presso il nostro centro, per evitare ulteriori e, immagino, faticosi spostamenti.

    La invito quindi a contattare la nostra segreteria per fissare un primo appuntamento.
    Cordiali saluti.

    Dott.ssa Nadia Franchini

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