L’ossigenoterapia iperbarica può aiutare la figlia di Francesca, affetta da fibromialgia?

Buongiorno,

a mia figlia di anni 17 è stata diagnosticata a dicembre 2016 la sindrome fibromialgica.

Attualmente sta seguendo le terapie indicate dal reumaotologo, ma la situazione non è stabile e talvolta ha peggioramenti improvvisi, durante i quali i dolori muscolari e l’astenia si amplificano e diventano limitanti per la normale vita quotidiana, inclusa quella scolastica.

Ho letto che l’ossigenoterapia iperbarica è indicata per il trattamento della fibromialgia, pertanto vorrei avere, se possibile, qualche informazione  a riguardo.

Grazie.

Cordiali saluti.

 



Una risposta a “L’ossigenoterapia iperbarica può aiutare la figlia di Francesca, affetta da fibromialgia?”

  1. Ferruccio Di Donato on

    Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Francesca,

    all’inizio del 2015, il prof. Efrati dell’Università di Tel Aviv ha pubblicato uno studio prospettico randomizzato con gruppo di controllo e cross over dopo il primo step di valutazione, che dimostra l’efficacia dell’ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della fibromialgia e conferma l’ipotesi che la disfunzione originale della sindrome sia a livello cerebrale. Lo studio ha coinvolto 60 pazienti donne, affette da fibromialgia da almeno 2 anni.
    Nello studio vengono messi a confronto due gruppi omogenei di pazienti fibromialgiche, uno dei quali viene sottoposto a un protocollo terapeutico di 40 sedute OTI, mentre l’altro è usato come gruppo di controllo e non viene sottoposto alla terapia.
    Prima del trattamento tutte le pazienti effettuano una SPECT cerebrale di perfusione, ovvero un’indagine di Medicina nucleare che documenta lo stato della perfusione cerebrale, evidenziando come nelle pazienti fibromialgiche il flusso sanguigno all’encefalo non sia uniforme, ma caratterizzato da aree ipoperfuse.
    Al termine del primo step, quando il primo gruppo OTI ha terminato il protocollo terapeutico, vengono fatte le valutazioni cliniche e strumentali (SPECT); poi, anche il gruppo di controllo viene sottoposto ad OTI ed effettua, a sua volta, 40 sedute.
    I controlli clinici effettuati dopo OTI, documentano miglioramenti evidenti della sintomatologia, così come la SPECT dimostra il miglioramento della perfusione cerebrale.
    Il gruppo di controllo, non ha miglioramenti di alcun tipo al primo controllo, ma migliora, a sua volta, dopo aver effettuato OTI.

    Dopo la pubblicazione di questo studio, abbiamo cominciato a ricevere numerose richieste di pazienti fibromialgici che desideravano essere sottoposti a terapia, così a fine 2015, è iniziata la nostra esperienza.

    Ad oggi abbiamo trattato circa (alcuni sono ancora in trattamento) una ventina di pazienti e la maggior parte di questi ha effettuato la SPECT cerebrale di perfusione a monitoraggio del ciclo terapeutico.
    I risultati sono stati soddisfacenti, confermando, in sostanza, quanto descritto da Efrati. In un solo caso non abbiamo avuto miglioramenti né clinici né SPECT.

    L’ossigenoterapia iperbarica è una terapia sistemica che si effettua all’interno di una camera iperbarica pressurizzata, a una pressione variabile dalle 2.0 alle 2.8 atmosfere assolute (come dire da -10 a –18 metri di profondità in acqua di mare), respirando ossigeno puro o miscele gassose iperossigenate. La durata di ogni seduta è di 90 minuti.
    I trattamenti per la fibromialgia si effettuano, di norma, a 2 ATA.

    Respirando ossigeno puro in ambiente pressurizzato si ottiene la dissoluzione fisica dell’ossigeno nel plasma e da esso in tutti i tessuti dell’organismo, raggiungendo concentrazioni sufficientemente elevate da avere effetti farmacologici.

    L’ossigenoterapia iperbarica ha pochi effetti collaterali, che sono per lo più conseguenti a problemi nella compensazione delle orecchie e dei seni paranasali, e si presentano come blande infiammazioni dell’orecchio medio, di modesta gravità ma che possono comportare l’impossibilità ad essere sottoposti a terapia.
    Per completezza d’informazione, è necessario ricordare che fra gli effetti collaterali dell’ossigenoterapia iperbarica è descritta la neuro tossicità da ossigeno, che si manifesta come una perdita di coscienza transitoria e priva di conseguenze, accompagnata da scosse muscolari. Tale condizione è possibile nei pazienti sottoposti a terapia ad alte pressioni (2.5 – 2.8 ATA) e in presenza di condizioni predisponenti, come la febbre o l’ipoglicemia. Questo inconveniente non riguarda i pazienti fibromialgici, che fanno terapia a pressioni molto più basse (2 ATA).

    Le controindicazioni cliniche all’OTI sono le disfunzioni della sfera otorinolaringoiatrica che impediscono la compensazione dell’orecchio e gravi problemi respiratori come l’asma bronchiale non trattata, che rendono difficoltosa la respirazione, o l’enfisema bolloso.

    Per accedere alla terapia al Centro iperbarico di Bologna è necessario sottoporsi a un visita con il Medico Iperbarico che accerta la diagnosi, esclude controindicazioni cliniche e prescrive un piano terapeutico adeguato.
    Per il trattamento della fibromialgia si prevedono 40 sedute OTI da effettuare quotidianamente, 5 giorni su sette (Lunedì-venerdì).
    È necessario che la diagnosi di fibromialgia sia stata effettuata in ambiente specialistico reumatologico o neurologico.

    Purtroppo, ad oggi, l’ossigenoterapia iperbarica per fibromialgia può essere effettuata solo in regime privatistico, non rientrando tra le patologie per cui è possibile fare OTI a carico del SSN.

    Spero di essere stato esaustivo. Può chiamarmi in ogni momento per ulteriori informazioni.

    Saluti
    Ferruccio Di Donato

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