Protesi d’anca o camera iperbarica: un nostro lettore ci chiede un consiglio

Buonasera,

mi è stata diagnosticata con risonanza magnetica una necrosi alla testa femorale destra. Dai raggi  l’anca non ha traccia di artrosi.

Sto facendo magnetoterapia che ha migliorato notevolmente la mia deambulazione e non ho praticamente dolore (non prendo neppure gli antidolorifici che mi hanno prescritto).

Ho consultato due diversi specialisti che mi hanno detto che  l’unica strada è la protesi di sostituzione quanto prima mentre un terzo, visto il mio miglioramento clinico e l’assenza di dolore (che a suo dire rende l’eventuale intervento non urgente e potrebbe preludere a una risoluzione) mi ha suggerito un ciclo di iperbarica per poi rifare risonanza magnetica e vedere se si notano miglioramenti e valutare se operare allora.

Io sarei per questa ultima ipotesi, ma chiedo un vostro suggerimento in merito e vi ringrazio sin da ora per quanto potrete dirmi.

Cordialità

 

 



Una risposta a “Protesi d’anca o camera iperbarica: un nostro lettore ci chiede un consiglio”

  1. Luigi Santarella on

    Buongiorno,

    grazie per la stima e l’attenzione.

    l’ossigenoterapia iperbarica (OTI) è un trattamento terapeutico di tipo conservativo di comprovata efficacia nel trattamento dell’osteonecrosi asettica della testa del femore e di altri segmenti ossei.

    L’ossigeno puro al 100% o in miscela, respirato in ambiente iperbarico, determina nel nostro organismo molteplici effetti positivi, in particolare per la patologia di cui stiamo parlando, un miglioramento della vascolarizzazione (angiogenesi e vasculogenesi), una riduzione dell’infiammazione e dell’edema e in ultimo, ma non meno importante, il miglioramento della mineralizzazione ossea.

    E’ importante altresì specificare che la terapia con ossigeno iperbarico nel trattamento dell’osteonecrosi asettica della testa del femore è appropriata fino a un certo grado di gravità del quadro clinico; la letteratura scientifica ha dimostrato che l’OTI è appropriata fino a quando non si evidenzi con radiografie e risonanza magnetica il collasso della testa femorale.

    Viene da se, riferendomi al suo quadro specifico, dato che non mi è dato sapere la gravità del suo stato clinico, di fare riferimento ai suoi ortopedici di fiducia in modo da chiarire lo stadio della sua malattia e di sviluppare con loro e i medici iperbarici di riferimento, o noi se vorrà, un percorso terapeutico che possa prevedere l’OTI ove sia appropriato.

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