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Problemi di compensazione in immersione in seguito ad infortunio.

Gent.mo Dott. Di Donato,
propongo il mio caso alla Sua cortese attenzione, ringraziandoLa sin d’ora della disponibilità che vorrà accordarmi.

Premetto che ho subìto 2 interventi chirurgici (1981 e 1988) per la deviazione del setto nasale (parzialmente risolto) e, dal 1995, utilizzo un bite nelle ore notturne a causa della disfunzione dell’ATM. Potendo contare su una compensazione eccellente, nel 1999, ho conseguito un brevetto SSI e ho iniziato ad immergermi con l’ARA.

Nel 2004, durante una sessione di allenamento in palestra, nell’atto di sollevare un bilanciere dal peso, evidentemente, eccessivo, ho avvertito nell’orecchio destro un colpo/rumore sordo e subito dopo un’intensa sensazione di ovattamento (regredita progressivamente in circa 7-8 mesi) ma senza perdita uditiva e indolore. Per qualche giorno, inoltre, ho avvertito un diffuso indolenzimento dell’area spalla destra/collo.

Da allora, mentre, in superficie compenso normalmente, in immersione la compensazione dell’orecchio destro risulta difficilissima e accompagnata da dolore provocato dalla pressione dell’acqua sul timpano.

Ho effettuato i seguenti esami, tutti con esito negativo: RM encefalo senza contrasto (2006); Rx ATM in occlusale e bocca aperta (2006), RM rachide cervicale (2013). Stesso risultato hanno dato le numerose visite ORL, delle quali, l’ultima nel 2018, il cui esito conferma un’ottima compensazione in superficie.

In immersione ho sperimentato, senza esito, la discesa senza il cappuccio, con boccaglio sagomato tipo bite, con boccaglio normale privo di “morsi”, senza boccaglio (in apnea), respirazione diaframmatica/adominale, ed ogni altra configurazione possibile.

Resto a Sua disposizione per ogni eventuale ulteriore informazione al riguardo e, ove lo ritenesse opportuno, per concordare una visita presso il Vostro centro.

Distinti saluti,

Claudio

Una replica a “Problemi di compensazione in immersione in seguito ad infortunio.”

  1. Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Claudio,
    anche il tuo (fra subacquei possiamo darci del Tu) non è un caso di semplice interpretazione.

    Se non stupisce che il sollevamento di un peso eccessivo possa portare al sintomo ovattamento auricolare, risulta di difficile interpretazione il fatto che, da quel momento, la compensazione risulti difficoltosa e, per giunta, solo in immersione.

    Se ti avessi di fronte, ti chiederei quando iniziano i problemi di compensazione: fino dalle prime manovre in prossimità della superficie o più in profondità?
    Inoltre, vorrei vedere tutti gli accertamenti che hai eseguito, con particolare riguardo alle Rx della temporomandibolare.

    Ora, purtroppo, non riesco a darti una spiegazione del fenomeno. Se lo desideri pui telefonarmi al centro iperbarico di Bologna o venire in visita con gli accertamenti effettuati.

    Saluti,
    Ferruccio Di donato

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