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Espiato della protesi per una infezione da Stafilococco

Egregio dottore,
le vorrei chiedere se nel mio caso la terapia iperbarica possa essere utile
A meta luglio mi è stata espiantata la protesi dell’anca per un’infezione da Stafilococco aureus.
Non mi è stato installato lo spaziatore. Ho terminato la terapia antibiotica la scorsa domenica e il martedì, dopo 2 giorni dalla sospensione della terapia, l’esame della PRC è salito.
Grazie per aver preso in considerazione la mia mail,
Cordiali saluti.

Una replica a “Espiato della protesi per una infezione da Stafilococco”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno e grazie per averci chiesto consiglio per la sua problematica.
    Purtroppo l’infezione protesica può essere, per quanto rara, una complicanza dell’intervento chirurgico.

    La gestione di infezione protesica e, più in generale dei mezzi di sintesi utilizzati nella chirurgia ortopedica, richiede un percorso terapeutico plurispecialistico che prevede una stretta collaborazione fra infettivologi, ortopedici e medici iperbarici.

    L’ossigenoterapia iperbarica (OTI) è una terapia coadiuvante nel trattamento delle infezioni protesiche ed è prevista con erogazione attraverso il sistema sanitario nazionale.
    Attraverso le azioni batteriostatiche e battericide dell’OTI e le sue azioni di potenziamento della terapia antibiotica, questa terapia si inserisce a pieno titolo in questo percorso terapeutico con protocollo di osteomielite cronica.

    Di norma questo protocollo prevede 35/40 sedute OTI a frequenza quotidiana da svolgersi prima della rivalutazione ortopedico/infettivologia e un ciclo di 25/20 dopo il controllo/ reimpianto di consolidamento.

    Nel suo caso specifico quindi il mio consiglio è di fare riferimento agli specialisti che la hanno in cura e sviluppare con loro un percorso terapeutico, che può prevedere anche l’OTI, con l’obbiettivo di ottimizzare le terapie concomitanti così da permettere l’intervento di reimpianto e il suo consolidamento.

    Per qualsiasi ulteriore informazione non esitare a contattarci.
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

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