fbpx

Algodistrofia con necrosi asettica delle teste femorali: si può evitare l’intervento?

Gentili dottori,
Sono una collega, Chirurgo generale. Ho 48 anni e sono affetta da algodistrofia con necrosi asettica delle teste femorali.
Ho fatto 60 sedute di iperbarica: alla RMN di controllo dopo 4 mesi dalla fine dell’OTI si evidenzia “netta riduzione dell’edema intraspongioso della testa e del collo femorale d’ambo i lati cosi’ come si evidenzia una netta riduzione del versamento articolare bilaterale in particolar modo a dx. immodificata la osteonecrosi di entrambe le teste femorali (stadio II C sec. Steinberg).
Al momento io ho solo dolore a sinistra e il mio reumatologo cosi come il fisiatra mi consigliano altre 40 sedute di OTI, il mio ortopedico invece mi vuole operare ed al massimo mi consiglia un ciclo di terapia medica. Vorrei un vostro parere in base alla vostra esperienza considerato che dalle mie parti l’OTI sembra una terapia ancora di fantascienza!
Grazie.

Una replica a “Algodistrofia con necrosi asettica delle teste femorali: si può evitare l’intervento?”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Cara collega,
    il percorso terapeutico per l’osteonecrosi asettica della testa femorale prevede, secondo i protocolli approvati dalla Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica, fino a 90 sedute OTI.

    Le azioni dell’OTI in questa patologia sono: neoangogenesi e vasculogenesi, potente azione antinfiammatoria ed antiedemigina e azione diretta sulla bilancia dell’attività degli osteoclasti/osteoblasti con inibizione dell’azione dei primi e quindi aumento della deposizione di matrice ossea.

    Un punto che vorrei capire per avere un quadro completo è se tu sia seguita in ambito reumatologico per qualche patologia di quella branca, infatti alcune cause individuate come possibili responsabili dell’insorgenza dell’osteonecrosi asettica sono malattie autoimmuni o le terapie con cortisonici; la presenza di una causa non modificabile chiaramente richiede un attenta valutazione sull’approccio terapeutico da seguire e sul follow up.

    Nel referto di RMN non viene menzionato appiattimento delle teste femorali, questo è un quadro radiologico che sembrerebbe ancora suscettibile alla terapia conservativa; chiaramente il punto fondamentale è la tua qualità di vita. Questa deve guidare l’approccio terapeutico; nel senso che se i miglioramenti sono stati sostanziali la terapia è da ritenersi efficace.
    L’andamento clinico che ci riferisci tramite il referto di risonanza magnetica sembra mostrare un’ottima risposta alla terapia; se anche la sensazione dolorifica, per quanto ancora presente, ha seguito il miglioramento dell’imaging radiologico direi che potrebbe avere significato procedere con il completamento del protocollo OTI.

    Il mio consiglio quindi è di rivalutare la clinica a 360 gradi con gli specialisti che ti seguono, individuare le possibili con cause modificabili che possono aver partecipato allo sviluppo della tua patologia ( per esempio problemi di postura) e considerare la possibilità del completamento del percorso OTI, ove, alla luce della rivalutazione globale, sia ritenuto di conclamato beneficio.
    Per qualsiasi ulteriore informazione non esitare a contattarci.
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Il Centro Iperbarico di Bologna è convenzionato con DAN Europe

Archivi