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Necrosi avascolare, cosa fare in questi casi?

Buonasera dottore,

Le scrivo perché vorrei sapere cosa fare, secondo il suo parere, a seguito dell’esito della mia RMN al bacino.

L’esito è “a sx ridotta ampiezza della rima articolare con falda fluida intra-articolare. In corrispondenza Della testa del femorale. L’esterno spessore ed ipointenso e l’interno iperintenso in T2, si associa diffuso e tenue edema midollare esteso alla testa ed al collo del femorale: il reperto è compatibile con necrosi avascolare”. Cosa significa tutto questo e cosa potrei fare?

Grazie aspetto sue notizie

Una replica a “Necrosi avascolare, cosa fare in questi casi?”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno Giuseppe,
    Il referto di risonanza magnetica, da solo, rende un po’ complicato darle un consiglio completo; infatti è importante inquadrare questo reperto nel suo quadro clinico: la sua età, le possibili cause che possono aver determinato il problema (trauma, terapie cortisoniche per esempio?), la limitazione funzionale e il dolore, le eventuali terapie in corso, presenza di problemi posturali.

    Sembrerebbe comunque che sia presente una degenerazione artrosica (la cui quantificazione necessita la visione delle immagini) associata ad un processo flogistico sia intra-articolare che intra osseo (edema midollare) con sospetto di osteonecrosi avascolare.

    Mi sembra quindi fondamentale consigliarla di rivolgersi a specialista ortopedico/fisiatrico ai fini di chiarire tutti gli interrogativi posti e sviluppare il migliore percorso terapeutico-riabilitativo del caso.

    In questo percorso può essere prevista anche l’ossigeno terapia iperbarica che risulta essere di comprovata efficacia fra le terapie non invasive per questa patologia.
    Qualora avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a contattarci scrivendo a info@iperbaricobologna.it

    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

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