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L’acufene: il disturbo “fantasma” che colpisce circa 3 milioni di persone

L’acufene è un disturbo che colpisce molte persone: qui sul blog ne sentiamo parlare spesso.

È un rumore, un ronzio nelle orecchie continuo, definito “fantasma”. Si tratta di un’allucinazione uditiva, perché non viene generato da alcuna fonte sonora esterna reale, ma viene percepito solo dalla persona che accusa il disturbo.

centro-iperbarico-bolognaÈ un fischio, più o meno forte, che principalmente presenta due fenomeni: la percezione di un calo uditivo e un ronzio fisso che amplifica la percezione uditiva.

L’acufene può inficiare la qualità della vita in quanto porta a disturbi come irritabilità, fatica nel comunicare e relazionarsi con chi ci sta accanto e difficoltà a prendere sonno.

Ogni persona avverte questi suoni con tonalità e sensazioni diverse: a volte sono percepite da un solo orecchio, altre volte al centro della testa; l’acufene può essere transitorio oppure costante e non scomparire mai, fino a cronicizzarsi.

Spesso i pazienti che scrivono sul blog associano il dolore dell’acufene ad una perdita improvvisa dell’udito. Ma l’acufene non è sempre accompagnato da una ipoacusia improvvisa o da un disturbo uditivo: è necessario però verificare la causa di questo sintomo.

Acufene: quali sono le cause

Le cause che determinano l’acufene possono essere diverse: quella più comune è l’esposizione a forti rumori che danneggiano le cellule ciliate dell’orecchio interno.
L’acufene infatti può derivare da un banale problema del condotto uditivo esterno e/o della cassa del timpano (cioè della parte trasmissiva dell’orecchio) o dalla sofferenza della parte neurologica dell’orecchio, chiamata coclea.

Nel primo caso, l’acufene sparirà con la risoluzione del processo infiammatorio che l’ha generato, nel secondo caso invece necessiterà di una terapia dedicata e potrebbe anche persistere a tempo indefinito, se la cura risultasse inefficace.

In primo luogo è importante che l’otorino escluda la persistenza di infiammazione a livello dei condotti uditivi esterni, perché potrebbe essere la causa del fischio che si sente.
Nel caso il problema non fosse quello, sarà necessario fare l’esame audiometrico (o audiometria – prova dell’udito) e l’esame impedenzometrico, cioè la valutazione della buona funzionalità delle tube uditive di Eustachio.
Se i risultati di questi esami sono nella norma,si può supporre che l’acufene sia di origine cocleare e dovrà essere trattato con terapia farmacologica (con cortisone, diuretici, vitamine e vasoattivi) e/o ossigenoterapia iperbarica.

Acufene e ossigenoterapia iperbarica: quanto può essere utile?

Ricordiamo che il buon esito nel trattamento dell’acufene è fortemente condizionato dal tempo trascorso dall’insorgenza di quest’ultimo. L’ossigenoterapia iperbarica può essere utile nel trattamento di un acufene di recente insorgenza, in fase acuta o subacuta, entro circa 3 mesi dall’esordio.

Il protocollo OTI prevede un primo ciclo di 10 sedute di ossigenoterapia iperbarica e un eventuale secondo ciclo, nel caso i risultati fossero parziali.

In ogni caso è sempre bene sottoporsi ad una visita ORL in caso di presenza di acufene, così da verificare un’eventuale perdita di udito.

Qui al Centro Iperbarico di Bologna è operativo un ambulatorio di otorinolaringoiatria, per garantire ai pazienti la migliore assistenza possibile.
È possibile effettuare visite, consulenze ed esami strumentali, con un otorino specialista.

Se anche tu soffri di acufene o altre tipologie di disturbi uditivi, e vuoi sottoporti ad una visita ORL, richiedi un appuntamento compilando il form sul nostro sito. Oppure scrivi a info@iperbaricobologna.it.

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2 risposte a “L’acufene: il disturbo “fantasma” che colpisce circa 3 milioni di persone”

    • Gentile Monica,
      la segreteria del Centro Iperbarico di Bologna ha provveduto a rispondere direttamente alla mail utilizzata per il commento.
      Qualora non l’avesse ricevuta può chiamare al 051 6061240.
      Un cordiale saluto,
      La Redazione

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