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Andrea chiede un consiglio per una osteomielite post operatoria

Buongiorno,

inizio con spiegare più brevemente possibile la mia situazione:
nel lontano 25 gennaio 2016 fui vittima di un incidente stradale che mi causò una brutta frattura di tibia e perone trattata con mezzi di sintesi di piastre e viti su entrambe.

Alla volta di maggio dello stesso anno mi si inizia a formare una deiscenza circa 10 sopra al piede e in fronte al mezzo di sintesi tibiale. Essendo troppo presto per asportare il suddetto, si cercò di “tamponare” la situazione con terapie antibiotiche con principi attivi mirati dopo esami infettivologici (con esito positivo da stafilococco aureus di tipo 1) e lavaggi interni con fisiologica.

Tutto questo fino al 2 febbraio 2018, giorno in cui mi venne asportato il mezzo di sintesi tibiale. Dopo l’asportazione dei punti di sutura sembrava andare tutto bene fino a che un paio di mesi dopo si ripresentò di nuovo l’infezione. Sì tentò con una cura antibiotica di una decina di giorni, sembrava andar meglio ma dopo qualche settimana si ripresentò lo stesso problema.

Mi fecero un esame scintigrafico ed emerse che l’infezione interessava si l’osso tibiale, ma in maniera superficiale e abbastanza circoscritta.

Riprovammo con un’altra cura antibiotica ma non fu risolutiva fino ad arrivare ad un consulto col Professor Paolo Zamboni, il quale mi consiglia l’ossigenoterapia.

Grazie.

Una replica a “Andrea chiede un consiglio per una osteomielite post operatoria”

  1. Risponde il Dr. Giorgios Vertsonis
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Specializzazione in Idrologia medica Università di Parma
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 14047

    Salve Andrea, ho letto con attenzione il suo racconto.
    Come già scritto in altre occasioni, l’osteomielite è un’infezione dell’osso e della sua relativa cavità midollare, che può rimanere localizzata nell’osso o trasmettersi anche ai tessuti vicini.

    Mediante l’ossigenoterapia iperbarica che consiste nel respirare ossigeno puro o miscele arricchite all’interno di camere pressurizzate (camere iperbariche) si ottiene l’incremento della diffusione dell’ossigeno nel sangue del paziente.

    Ad elevate concentrazioni l’ossigeno ha effetti sistemici sul corpo tra cui l’azione antibatterica e anti-infiammatoria; localmente stimola l’attività degli osteoclasti favorendo di fatto la demarcazione delle aree infette. Stimola inoltre la produzione di collagene e l’angiogenesi nell’osso infetto.
    Secondo il protocollo vigente il trattamento iperbarico risulta indicato sia nel pre che nel post toilette chirurgica, sempre in associazione a trattamento antibiotico mirato.

    Appare evidente che il consiglio del Prof Zamboni mi trova concorde.
    Qualora decidesse di affidarsi alle nostre cure può contattarci al seguente numero: 051/60612040
    Serie lieto di poterla visitare.
    Cordiali saluti
    Dott. Georgios Vertsonis

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