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Ipoacusia e acufeni: quando la camera iperbarica può essere utile?

Salve, mi chiamo Mirko e ho 34 anni.
Quasi un mese fa ho usato una sega circolare senza tappi auricolari, e dopo 1 o 2 giorni ho iniziato ad avvertite un acufene all’orecchio destro.

Tutto è iniziato di lunedì. dopo una settimana, cioè il 4 marzo, ho fatto una visita d una otorino che presume un trauma acustico oppure una sordità improvvisa perché a seguito dell’audiometria, la perdita massima è di circa 50 db a 8000 hz.

La terapia è stata a base di cortisone, prima con una iniezione e successivamente in pastiglie.

Ho effettuato un’altra audiometria ma non c’è stato alcun miglioramento nè per l’acufene e nemmeno per l’udito, così mi è stato proposto di fare 16 sedute di camera iperbarica, ma parlando con il direttore della struttura più vicina e con diversi otorini, mi dicono che può servire per recuperare i decibel persi ma non per gli acufeni – che per me è la cosa peggiore.

Ho visto però che voi parlate di benefici anche per gli acufeni. Questo acufene mi ha portato ansia e sto male, ma ho letto che con la terapia iperbarica potrei avere un barotrauma all’orecchio e ciò mi fa paura, perché c è il rischio che l’orecchio sano possa avere problemi.

Se l’iperbarica è efficace subito non vedo perché usarla come ultima spiaggia. Può funzionare anche dopo 1 mese?

Insomma cosa mi consigliate di fare? Sono molto preoccupato.

Grazie

Una replica a “Ipoacusia e acufeni: quando la camera iperbarica può essere utile?”

  1. Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Mirko,
    l’ossigenoterapia iperbarica ha indicazione nel trattamento dell’ipoacusia improvvisa, in fase acuta/sub acuta. I risultati migliori si ottengono entro i 14 giorni dall’insorgenza, ma, i trattamenti si possono effettuare fino a 3 mesi. Ovviamente, prima si inizia e maggiori sono le probabilità di recuperare in maniera significativa.

    Nei casi come il tuo, l’acufene è espressione del medesimo danno cocleare che ha causato l’ipoacusia, quindi, con la terapia iperbarica ci si aspetta di avere un miglioramento anche dell’acufene. Anche in questo caso, più l’inizio delle sedute sarà precoce e maggiore sarà la probabilità di avere buoni risultati, anche se non è detto che i due sintomi rispondano allo stesso modo.

    In camera iperbarica si viene sottoposti a lenta compressione fino alla pressione di 2,5 ATA che equivale alla profondità di 15 metri in acqua di mare. Per poter effettuare tale compressione si deve poter eseguire la compensazione dell’orecchio. Nel caso che le manovre vengano effettuate in maniera non corretta o in ritardo, si può verificare l’infiammazione della membrana timpanica, che prende il nome di otite media barotraumatica.

    Questa eventualità è nella maggioranza dei casi, un evento di lieve entità che si può prevenire seguendo il paziente nella fase di compressione, fermandosi nel caso subentrino difficoltà di compensazione. Qualora, nonostante tutto, il timpano si infiammi, saranno sufficienti pochi giorni di riposo per assistere alla risoluzione del problema.

    Quindi, se non ci sono patologie che facciano supporre che la compensazione possa essere impedita non c’è motivo di non fare terapia iperbarica per la paura di danneggiare le orecchie.

    Spero di aver risposto in modo chiaro alle tue domande.
    Qualora avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a contattarci scrivendo a info@iperbaricobologna.it
    Un caro saluto,
    Ferruccio Di Donato

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