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Necrosi testa del femore: l’OTI può essere efficace?

Gentili dottori, vi scrivo per avere un consiglio su una situazione che mi tocca da vicino.

Il mio convivente, a seguito di una risonanza magnetica, ha avuto una diagnosi di necrosi alla testa del femore. Alcune persone mi hanno consigliato chiedere se l’ossigenoterapia iperbarica possa essere utile per questa patologia. 
Specifico che il mio convivente soffre di diabete di tipo 1.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Una replica a “Necrosi testa del femore: l’OTI può essere efficace?”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno e grazie per l’attenzione,
    la necrosi ossea asettica è una patologia che può colpire una o più ossa determinando un’alterazione e degenerazione della struttura ossea che può determinare compromissione della funzione.

    Sono molte le cause che possono determinare questa patologia, fra queste abbiamo i traumi, terapia cortisonica assunta in passato, patologie autoimmuni e vasculopatie, alcoolismo per esempio. Molto spesso però si possono sviluppare senza evidenza di cause certe e in questo caso la patologia si definisce idiopatica.

    L’eziopatogenesi comunque di questa patologia è una sofferenza ischemica.
    L’ossigenoterapia iperbarica OTI è di comprovata efficacia nel trattamento di questa patologia e è prevista l’erogazione tramite sistema sanitario nazionale.

    Nel suo caso specifico non è dato da sapere il grado del danno osseo: questo reperto risulta fondamentale poiché l’efficacia terapeutica dipende dall’entità del danno; più è precoce ed iniziale e migliore è la prognosi.
    L’OTI risulta infatti indicata ove non vi sia una deformazione della testa femorale, nei casi in cui il danno sia più avanzato, infatti, non si ritiene l’OTI curativa ma solo palliativa e si può considerare riservata a casi in cui non sia possibile nessun altro approccio terapeutico.

    Il mio consiglio quindi, non avendo dati per meglio consigliarla, è di rivolgersi agli specialisti che hanno in cura il suo caro e valutare con loro il quadro clinico e, se appropriato, sviluppare un percorso terapeutico e riabilitativo che può comprendere, a pieno titolo l’OTI.

    Qualora avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a contattarci scrivendo a info@iperbaricobologna.it
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

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