fbpx

Moira soffre a causa di un acufene: c’è speranza di guarigione?

Gentili dottori, a fine marzo ho fatto una visita da un otorino perché avevo dei tappi alle orecchie, da ambo i lati.

I tappi sono stati tolti con l’irrigazione con acqua. Il giorno dopo questa operazione ho iniziato a sentire ronzio e confusione da ambo le orecchie. Sono stata da un altro otorino che mi ha diagnosticato un acufene e mi ha dato una terapia di 10 giorni con cortisone, non ho avuto però alcun miglioramento e mi è stato detto che l’avrei dovuto sopportare. Ho letto sul vostro blog che a volte gli acufeni possono essere trattati, mi piacerebbe saperne di più.

Grazie

Una replica a “Moira soffre a causa di un acufene: c’è speranza di guarigione?”

  1. Risponde il Direttore Sanitario del Centro Iperbarico di Bologna, dott. Ferruccio Di Donato
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna
    Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle attività subacquee – istituto di fisiologia umana Università di Chieti
    Ordine Dei Medici di Bologna N° 11812

    Buongiorno Moira,
    l’acufene è una sorta di allucinazione uditiva, ovvero si percepisce un suono in assenza di una sorgente sonora che lo stia effettivamente emettendo.
    L’acufene può avere origine dalla parte meccanica dell’orecchio quando siano presenti tappi di cerume o infiammazioni, in grado di stimolare i recettori cocleari; questa tipologia di acufeni si risolvere quando il problema all’orecchio viene eliminato.

    Purtroppo, più frequentemente, l’acufene ha origine dalla parte neurologica dell’orecchio, la coclea, per la presenza di un danno non altrimenti evidenziabile, che da origine alla fastidiosa percezione del suono fantasma.
    In questi casi, il trattamento deve essere energico e tempestivo per agire sul danno neurologico prima che questo si stabilizzi e diventi non più reversibile.

    I farmaci che si utilizzano sono il cortisone e i diuretici, per contrastare l’infiammazione e l’edema che si presume colpiscano i recettori cocleari in sofferenza; gli anti ossidanti, le vitamine e i prodotti vaso attivi (ginco Biloba) per contrastare (se possibile) il danno da radicali liberi e la sofferenza micro vascolare.

    L’ossigeno terapia iperbarica (OTI), quando impiegata in acuto per il trattamento degli acufeni, agisce su tutti i punti sopra elencati; infatti, OTI ripristina l’ossigenazione tissutale, correggendo l’ipossia, contrastando efficacemente l’edema e l’infiammazione. Inoltre, OTI agisce sul sistema antiossidante endogeno, potenziandolo e stimola la riparazione dei tessuti favorendo la mobilizzazione delle cellule staminali del midollo osseo.

    Queste sono le motivazioni per cui si può decidere di utilizzare l’ossigeno terapia iperbarica per curare gli acufeni, avendo cura di iniziare la terapia il prima possibile e comunque entro alcuni mesi dall’insorgenza del problema.

    Per informazioni più dettagliate sul suo caso, non esiti a contattarci scrivendo a info@iperbaricobologna.it.
    Saluti,
    Ferruccio Di Donato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Il Centro Iperbarico di Bologna è convenzionato con DAN Europe

Archivi