fbpx

Osteonecrosi asettica della testa femorale: Fernanda chiede un consiglio

Buongiorno, dopo mesi, a seguito di radiografia e RMN, si è fatto luce sulla causa dei continui dolori: una osteonecrosi asettica della testa femorale.
Mi hanno proposto la terapia iperbarica per il problema che mi affligge, il respondo della RX all’anca destra dice: “riconoscibili in sede acetabolare subcondrale piccole areole radio-trasparenti di tipo geodico. Irregolarità del profilo corticale della testa del femore dove si osserva focale avvallamento sotteso da sfumatura areola radio-trasparente, in quadro sospetto per osteonecrosi.

Osteofitosi del ciglio cotiloideo lieve riduzione concentrica dello spazio articolare coxofemorale osteofitosi basi cefalica femorale.
Mentre la successiva RMN dice: “Focolaio di necrosi asettica del polo superiore della testa del femore con lieve affondamento della corticale subcondrale ed edema reattivo della spongiosa adiacente. versamento articolare di discreta entità con capsula ispessita per sinovite. non evidenti alterazioni degli elementi muscolo-tendinei perisceletrici”.

Vorrei sapere se c’è e quale potrebbe essere la soluzione e se c’e’ una soluzione. L’intervento in cosa consisterebbe? La terapia iperbarica potrebbe risolvere il problema evitando l’intervento? Quante sono le sedute necessarie?
Chiedo cortesemente una risposta, sono molto preoccupata.
Ringraziando, porgo cordiali saluti.
Fernanda

Una replica a “Osteonecrosi asettica della testa femorale: Fernanda chiede un consiglio”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno e grazie dell’attenzione,
    il quadro da lei descritto sembrerebbe un’osteonecrosi asettica della testa femorale,
    ma rimane difficile avere un quadro complessivo con solo i referti di RX e RMN.

    La presenza di geodi e l’iniziale avvallamento della corticale potrebbe rappresentare un quadro ai limiti dell’efficacia terapeutica ma ancora possibile; d’altro canto la presenza di edema intraspongioso che, spesso è correlata con la sintomatologia dolorosa, potrebbe essere suscettibile al trattamento con ossigenoterapia iperbarica (OTI) con l’obiettivo di stabilizzare il quadro clinico e ridurre la sintomatologia algica.

    Il mio consiglio quindi è di consultarsi con gli ortopedici /fisiatri che la seguono e valutare la possibilità di un approccio conservativo che può prevedere OTI associata alle terapie del caso; il percorso prevede secondo protocollo AUSL Bologna e della Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica un ciclo di 90 sedute OTI a frequenza quotidiana dal lunedì al venerdì che può prevedere inizialmente 50 sedute, seguite da rivalutazione specialistica e di risonanza magnetica e radiografia, e ove ritenuto appropriato ciclo di consolidamento di ulteriori 40 sedute.

    Qualora avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a contattarci scrivendo a info@iperbaricobologna.it
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Il Centro Iperbarico di Bologna è convenzionato con DAN Europe

Archivi