fbpx

Ferita chirurgica che non si chiude

Buongiorno dottori,
vi contatto in merito ad una ferita chirurgica che non si chiude. La persona sofferente ha subito un intervento di tenorrafia al tendine d’Achille il 26 aprile e il 24 settembre è stata sottoposta ad un intervento di ripulitura, in quanto era scoppiata una grossa infezione da stafilococco aureus.
Hanno provato a chiuderla senza utilizzo della pressione negativa, ora il chirurgo vorrebbe aprirla nuovamente.
In attesa di una gentile risposta, porgo cordiali saluti.
Andrea

Una replica a “Ferita chirurgica che non si chiude”

  1. Risponde il dott. Luigi Santarella,
    Laurea in Medicina e Chirurgia Università di Bologna,
    Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica
    Ordine Dei Medici di Ravenna N° 3151

    Buongiorno e grazie per l’attenzione, dispiace apprendere della complicanza occorsa.

    L’ossigeno terapia iperbarica (OTI) è usata con successo nel trattamento delle deiscenze di ferite chirurgiche e più in generale nelle ulcere cutanee.
    Tramite le sue azioni antinfiammatorie, stimolanti la riparazione tissutale, antibatteriche infatti OTI può essere inserita nel percorso terapeutico di ulcere o ferite chirurgiche andate incontro a processo infettivo che ha coinvolto i tessuti molli.

    Il mio consiglio quindi è di fare riferimento agli specialisti che seguono la persona a lei cara che, rivalutando il caso clinico a 360 gradi possono considerare di inserire OTI come adiuvante i processi di guarigione.

    Qualora avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a contattarci scrivendo a scrivici@iperbaricobologna.it.
    Un caro saluto,
    Luigi Santarella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su Facebook

Il Centro Iperbarico di Bologna è convenzionato con DAN Europe

Archivi